Artisti, circensi e girovaghi gli Orsanti sulle strade d’Europa

Artisti, circensi e girovaghi gli Orsanti sulle strade d’Europa

Intere famiglie della Valle del Taro e della Valle del Ceno per secoli emigrarono in paesi lontani suonando nelle strade e nelle fiere, esibendo scimmie, cani, uccelli, orsi e cammelli. I loro passaporti e le suppliche degli altri viaggiatori.

Girovaghi per amore e per necessità. Un mestiere, quello dell’artista di strada, che per secoli è stato tramandato di padre in figlio, intere famiglie della Valle del Taro e della Valle del Ceno erano famiglie di Orsanti, commedianti che emigrarono in paesi lontani suonando nelle strade e nelle fiere, esibendo scimmie, cani, uccelli, orsi e cammelli che compravano e che cercavano di fare riprodurre in casa per ottenere cuccioli facili da ammaestrare.

La storia di queste famiglie girovaghe è documentata dai passaporti con i timbri di regni e città lontane in cui per esibirsi, pena la carcerazione o l’espulsione, dovevano mostrare l’autorizzazione a fare – si diceva allora –i ciarlatani. Nella mostra allestita dall’A rchivio di Stato, attraverso i passaporti dei Bernabò e dei Cappellini, originari di Cavignaga, si può seguire il viaggio a piedi e con carri che per secoli portò gli Orsanti nelle piazze d’Europa. E la suggestione dei loro spettacoli viene restituita ai visitatori grazie agli abiti che venivano fatti indossare a scimmie ammaestrate.

Gli Orsanti non erano gli unici a mettersi in viaggio. Il censimento voluto da Pier Luigi Farnese nel 1545 e l’estimo del sale del 1581 dimostrano come in determinati periodi dell’anno nelle case non vi fossero uomini. Capifamiglia e ragazzi lasciavano i paesi per sei, o anche otto mesi l’anno. Andavano a lavorare in Maremma o nel cremonese, attratti da salari più consistenti di quelli garantiti dai possidenti parmigiani.

Queste tracce per assenza vengono sostituite nel ‘600 da altri preziosi documenti, le “suppliche” di chi chiedeva di uscire dallo Stato o di rientrarvi. Tra le 2000 custodite, è stata scelta per l’e sposizione la lettera di un mendicante che chiedeva di espatriare per potere sopravvivere e che, dicendosi zoppo, voleva portare con sé il suo cavallo. Vi è poi un uomo che mentre si trovava nei campi della Maremma venne accusato dell’omicidio del cognato e condannato per contumacia. Per rientrare a Parma supplicò le autorità, adducendo come alibi la sua vita di emigrante.

Accanto agli Orsanti, ai braccianti, ai mendicanti e ai venditori di minutaglie, vi erano altri viaggiatori venduti da congiunti e arruolati di forza. E’ il caso di un ragazzo della montagna il cui fratello lo cedette per entrare in possesso dell’eredità e incassare nel contempo qualche denaro dal proprietario dell’i mbarcazione: lasciò l’Appennino parmense per una galea. Come lui furono in tanti a non avere possibilità di scelta.

 

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...