Come fare teatro di strada e dormire sonni tranquilli…

Purtroppo non è sufficiente armarsi di poesia, di un cappello e dare libero sfogo alla propria voglia di incontrare la gente, di farne un cerchio e di trasformarla in un pubblico.

Occorrono anche alcune “pratiche” di tutt’altra natura. Dal momento che non è contemplata dalla legislazione italiana la figura del “libero professionista” dello spettacolo ed è necessario instaurare un rapporto di lavoro “dipendente” con una compagnia teatrale.

Queste sono le tappe:

Anzitutto è necessario costituirsi in una forma legalmente riconosciuta, scegliendo tra le forme giuridiche dell’associazione, della cooperativa, della società.

In secondo luogo occorre costituirsi come compagnia di spettacolo.

Ogni compagnia deve ottenere la cosiddetta “agibilità” dall’ENPALS (Ente Nazionale di Previdenziale ed Assistenza per i Lavoratori dello Spettacolo). Per una compagnia amatoriale è sufficiente associarsi ad una delle associazione nazionali di teatro amatoriale (ad esempio la FITA , Federazione Italiana Teatro Amatoriale). Nel caso di una compagnia professionale i riferimenti sono il Ministero dello Spettacolo (che deve concedere il “nulla osta” all’attività spettacolistica) e la sede locale dell’ENPALS, presso cui occorre aprire una posizione contributiva per ciascun artista.

È in corso una riforma dell’ENPALS, che in tempi relativamente brevi verrà accorpato all’INPS.

Ogni compagnia professionale, in quanto “datore di lavoro”, deve aprire una propria posizione presso l’INPS e presso l’INAIL e provvedere al versamento dei contributi per i lavoratori “in agibilità, cioè assunti o soci lavoratori della compagnia.

Nel caso in cui la compagnia non sia strettamente amatoriale ma produca del “reddito”, occorre aprire una partita IVA e scegliere un regime fiscale. In base alla legge 398/91, è possibile usufruire del cosiddetto “regime forfetario”, un regime agevolato per le associazioni culturali. Il riferimento in questo caso è il locale Ufficio IVA.

Tutti gli artisti possono inoltre iscriversi all’Albo dei Mestieri Ambulanti, per cui le autorità competenti sono i Comuni (generalmente la Polizia Municipale ). È previsto un rinnovo annuale dell’iscrizione all’Albo.

Ogniqualvolta si fa spettacolo, occorrerebbe preoccuparsi delle norme comunali relative all’occupazione temporanea del suolo pubblico: ogni città prevede alcune prassi (ed una tassa) per l’ottenimento del permesso. Ad esempio la Città di Torino è stata la prima in Italia a detassare l’occupazione di suolo pubblico per gli artisti in possesso dell’iscrizione all’albo dei mestieri ambulanti in qualità di saltimbanco. In generale, i Vigili Urbani o la Polizia Municipale sono in grado di informare in materia.

Non dimenticate gli adempimenti fiscali (pagare le tasse .) ed i rapporti con la SIAE (Società Italiana Autori ed Editori), per tutelare i vostri diritti d’autore e quelli degli altri.

UN CONSIGLIO SPASSIONATO? CERCATEVI UN BUON COMMERCIALISTA E CONTINUATE A FARE SPETTACOLO!!!

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